La storia, lunga e articolata, quasi corale di Rosso podestà è un capitolo della saga di Mambrici, la Macondo dell'autore, dove la fine del protagonista si pone come simbolo di un'illusione, quella "rossa", dapprima faticosa a farsi reale e poi rivelatasi impraticabile in una realtà come quella calabrese. Pepè, fondatore del fascio locale e poi podestà, trova il modo per salvarsi dalla propria mediocrità, soprattutto grazie alla moglie Alma, donna battagliera che nel dopoguerra lo porta a battersi per il proletariato tanto da essere candidato comunista alla Camera dei deputati ma, alla fine, soccomberà sotto i colpi di un folle che incarna una follia ben più estesa. È una storia avvincente, in ragione di una simmetria tra la grande storia e le vicende minute di un piccolo paese, in cui la fantasia dell'autore si mescola alla realtà; una storia che si fa leggere per la scelta di una lingua che fruisce della contiguità, mai invadente, con alcuni elementi dialettali che ne precisano la rispondenza. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.